venerdì, aprile 03, 2009

we're moving [end.]

ci spostiamo




Questo blogo è in vita da 5 anni, ma Blogger è morto e non l'ho ucciso io.

Trivia:
-il primo titolo che gli ho dato fu Malinconoia: il Bigazzi il paroliere si vantava fosse un termine entrato anche nei vocabolari (1992); il nuovo blog ha quello di una canzone degli American Analog Set. dai porci alle perle, praticamente.
-il template è stato creato il giorno del mio compleanno da un tizio di cui non ricordo in nome, default di Blogger. Però l'ho scoperto dopo e quindi non mai l'ho cambiato, anche se ho provato a fare impasti di html per personalizzare.
-a suo tempo ho cancellato diversi post inutili annata 2005/06
-ho riuppato l'archivio
-mia madre ha comprato l'uovo di pasqua Milka a me, a mio fratello, e a mio cugino di 1 anno


Cambi i link chi vuole cambiarli, ci vediamo su Tumblr.

domenica, marzo 29, 2009

Über die Freiheit des menschlichen Willens

[AS.jpg]

giovedì, marzo 26, 2009

E' Primavera

guardarlo tutto.


dal minuto 4.51 è la mia morte.

esperimenti

L'altro giorno ho deciso di iniziarmi al Photoshop CS2 che feci installare nel laptop. Non è molto diverso dal Photoimpression che usavo prima (e che su Vista non gira..). Il risultato sembra una copertina DYD di Stano nata da una bozza di Roi, quindi :/
PRO: loal
CONTRO: il lavoro con la spugnetta mi sporca le unghie :<

dyd a colori

Lavoro manovale su vari stili d'inchiostrazione.
PRO: il pennino non mi appare più come un nemico
CONTRO: due palle; d.o.d.d.

Inks: Vittorio Giardino; Sergio Toppi; Moebius

domenica, marzo 22, 2009

Arte & Scienza e tablet definitiva

La scienza è ok, ed è un tutt’uno con il resto. Non si possono tracciare linee definite di confine: questo è scienza, questo non lo è. Esistono sedi interattive aperte a tutti per il confronto/l'apprendimento tecnologico, con esperimenti che poi si fondono con l'arte e così via. E viene un 36enne dublinese, direttore di un grande progetto a raccontarci la sua esperienza. Però c'è il rebel di turno, il docente di pittura vecchia scuola: «Ah noi abbiamo paura della scienza! Noi disegnamo i corpi e abbiamo paura delle mutazioni genetiche!» Wtf? Vabè, ti hanno invitato a parlare e dici la tua. Perché è un termine troppo vago, abusato, non capito: non è forse frutto di scienza la composizione chimica del colore ad acquerello che usi? Non è forse scienza quella che si usa per il restauro? E così via. Dietro tutto c’è la ricerca e l’innovazione, non sto a dirlo io.
E non capisco le critiche mosse al mio promesso sposo, Wacom Cintiq 21UX, da quelli che no, ma io disegno alla maniera normale!
E cosa cambia? La stessa mano può fare una cosa che fa sulla carta.
Certe volte è solo mancanza di fiducia.
E di fondi. Chi li ha 3000 euro di dote per permettersi questo matrimonio?
[Resto su Colors! dal touch screen del DS non bi-decuplicato in formato A3 :<]

martedì, marzo 17, 2009

pamphlet sui parrucchieri

Una cosa che non è per niente loal è la boutique dei parrucchieri. Le chiamano così, le arredano con fiori e specchi e signore che si aspettano e devono ricevere molte ciancie; coiffeur gaii che tra un «quant’è bellella!!» e un «tesò» devono raccontare i loro incidenti sul gard-rail perché la notte di ritorno dalla discoteca hanno sonno.

Quando entro in quel salone sono come il cattivo di un film western, mi guardano di sbieco e io faccio lo stesso; una folata di vento gelido e un paio di fulmini, le donne pettegole rabbrividiscono e la porta sbatte. Si chiedono cosa ci faccio in un posto come quello, sono il loro nemico, sono fuori posto, non è accettabile che io vada lì per 5 minuti di servizio senza fare due chiacchiere sul matrimonio della cugina della signora, senza ordinare il caffè dal ragazzo del bar anche per l’altra signora, senza canticchiare la musica di merda della radio di merda in sottofondo.

Nel saloon senza tacchi e vestiti eleganti ne restano tutti sospettosi, portano alla bocca il cicchetto di chiacchiere e mi scrutano dallo specchio dietro il bancone; io sono solo una straniera che chiede il servizio, non mi interessa il resto. Ma il barista lucidando i pettini non è dalla mia parte, lo sa, dell’antipatia reciproca fin da quando mia madre mi portava da piccola, del dolore in silenzio perché mi tiravano i capelli e spezzavano il collo sul lavabo troppo alto.

Ora ci hanno piazzato anche due ragazzine cafoncelle da scuola media (in una boutique per signore con i pomeriggi liberi e tante figlie i cui matrimoni lussuosi sono motivo di vanto?), che toccano la mia testa parlando del perché il loro compagno di classe non le ha detto della serata in pizzeria e del perché mammà non accetta il week-end a Mondragone, brutto posto di sera.

Devo imparare a portare gli occhi dietro la testa e lasciare che nessun altro metta le mani e la presenza. Subito.

sabato, marzo 14, 2009

Sul cappello che noi portiamo c'è una lunga penna blu

Ci sono cose che se le racconti fai fare un paio di risate e poi ci rifletti sopra pensando ad un modo per espiare le colpe del mondo.

Ai corsi universitari di questo semestre (e non solo lì) sembra di essere in quei film comici italiani anni ’90 divisi in spezzoni ed episodi. Soprattutto quelli dove c’è Renato Pozzetto contadino di turno, però meno ingenuo e meno vestito da contadino.

Per il 70% dei ragazzi/e che seguono Arte Contemporanea, le slide proiettate con quadri/istallazioni sono commentate con «uh marò ma che r’è stu cos?!?!» [oddio, cos’è questa cosa?!]
Esempio - la professoressa manda l’immagine dei fantocci impiccati di Cattelan.
studenti: «IIIIIIIIIIIIIIH» «UAH!!!» «MARO’»
prof: « :) sento la vostra angoscia, ma è quella che vuole esprimere anche l’artista»
ragazza nei miei paraggi: «ma chìst sta fòr!! Cioè ma questo sarebbe un artista? Chìst è nu pisicopatic'!!» [ma questo è fuori di testa? – Questo è uno psicopatico!]
prof: «a Milano si sono lamentati»
ragazza: «e vir’ tu!!!!» [ci credo!]
amiche della ragazza: «eh....»
Basta poco perché la professoressa diventi per loro una ‘esaltata che va appresso a certe cose’. Sembrano ragazze normali, ben vestite e chic di stocazzo ma oltre ad esclamare di fronte a una cosa che gli sembra bella e una che gli sembra brutta, il loro cervello da barattolino Sammontana non fa altro. Alcuni stanno a lezione con le cuffie nelle orecchie.
Non è obbligatoria la frequenza. Lo sapranno?

Alla cattedra, di fronte ad un elenco di nomi per una visita guidata, una ragazza va in panico:
«ma… professoressa!.. qui hanno scritto tutti in penna nera.. io ho la blu, non fa niente?! va bene la blu? :-S »
La professoressa la guarda con triste accettazione, ma non nascondendo di trovarsi di fronte ad un aborto umano; io la guardo e vedo un picchio dentro la sua testa che, picchiettata dopo picchiettata, si è scavato una casetta.

Poi ci sono i Gimmy Ridimmi. Che il professore fa “bla” e il ragazzo/a fa “ma allora è proprio bla!
A Letteratura Americana siamo in pochi ma abbiamo un tipo molto più grande che vale per tutti, e fa osservazioni ogni cinque minuti.
prof: «e così la guerra in Vietnam..»
tipo: «Professore. Io vorrei dire una cosa. Cioè perché secondo me, la gente, capisce che c’è una guerra, però, la gente, sempre la stessa gente, non sa perché si combatte. Per esempio, no? In Vietnàm, noi sappiamo che c’è la guerra ma non sappiamo perché c’è la guerra.» e così via.

A Letteratura Francese ci viene chiesto se ci piace la letteratura; spunta un sonoro “NO!” ed al ragazzo viene fatta una semplice domanda «perché sta qui?»
ragazzo: «perchèè mi piacciono le linghue!»
prof: «sì ma Lei ha scelto una facoltà umanistica»
ragazzo: «stava e nel piano di studih! Io lo faccio perché è obbligatorio nel piano di studih»

Quindi io non ci vedo niente di strano se viene nominato Escher e la gente capisce Usher.

sabato, marzo 07, 2009

«I saw they were squashed together like siamese twins» WATCHMEN

Cos’è il film Watchmen senza il fumetto Watchmen?
niente.
Non è possibile guardarlo senza leggerlo.
Ha una bella introduzione (titoli di testa eccezionali con carrellata dei supereroi del passato), una bella colonna sonora anni ’80 come è logico che sia (fatta eccezione per Hallelujah, canzone stupenda ma di cui preferisco le cover), bella scenografia e via dicendo. E’ un ottimo film per la prima metà e fedelissimo al fumetto.
Poi comincia il tradimento, con troppe scene esplicite violenza/sesso (e bambini in sala che ridono). Altre cose date per scontate, un finale diverso ma più plausibile (ciò non toglie Diverso). Un personaggio che non c’entra nulla con la versione cartacea, Ozymandias, cioè un Ken della Mattel che viene impersonato da un mingherlino finto biondo. E di tutti i personaggi storici dell’epoca -identici-, l’unico che ha più spazio degli altri, Nixon, con la faccia bianca e gommosa simile a un fantoccio di gommapiuma di quelli che stavano nei programmi di satira politica a Canale5 anni e anni fa.
Troppi corpi che volano in slowmotion, ma ci può stare.

In sintesi è un bel film, che va integrato perchè non paragonabile all’intensità dell’opera vera. Dato che faccio pare dei talebani di Alan Moore ne consiglio a tutti la lettura [e lo dicevo anche qui]. E’ perfetto e toccante: quel fumetto ci ama; quel fumetto ci vuole sposare; quel fumetto ci lascerebbe tutto in eredità!

LOAL zone sottostante: !!!!!!!

martedì, marzo 03, 2009

Critica alla Ragion Nokia

Diversi giorni fa i miei genitori mi hanno regalato un cellulare, e fin dal momento in cui l’ho visto ho capito che non saremmo andati d’accordo. Nokia N70, anche se con antenna malandata e ormai incapace di ricevere messaggi e chiamate, dopo 3 anni era ancora buono e in vita.
Il nuovo arrivato si chiamava Nokia 6600 Fold . Una confezione tipo business anni 70. Cioè se il concetto di business anni 70 dovesse avere un colore, sarebbe un grigio vecchio striato di ocra, che ricorda i divani vecchi delle sit com vecchie tipo Diff’rent Strokes (Arnold).
Ed in sostanza era proprio questo, un cellulare per persone che non sanno usare il cellulare/gente businessata/gente elegante ma senza esigenze da malato multimediale. “E’ bello ma non balla” diceva il mio professore del ginnasio.
Cosa me ne faccio di un apparecchio meno evoluto rispetto al mio precedente, anche se più funzionale? Un bel clamshell e forse il modello esteticamente più bello della Nokia, con lo schermo anteriore mezzo touch screen, le dimensioni ridotte e compatte e quel clac clac della chiusura magnetica che ti fa sentire il padrone dio che si affaccia sul suo piccolo nuovo mondo.
Lo chiamai Mefistofele e per un paio di giorni ho valutato i pro e i contro del tenerlo con me.
Troppi contro; unico pro il fatto che fosse figo e che fosse figo fare clac clac.
«Non ci sto» gli dicevo, mentre scattavo foto pixellosissime e valutavo una capienza di memoria inferiore a qualsiasi modello base, e mentre leggevo i "Pensa è da 3 mesi che lo aspettavo!!" dei forum.
Ho letto molte recensioni e visionato vari siti e opinioni di Padre Pigio per trovare un sostituto, e quando sono andata al negozio per cambiarlo, mi sono trovata al cospetto di una persona che non sapeva nulla delle cose che vendeva, e di conseguenza sentita così nerd da vergognarmene quasi.

Mamma: bla bla bl-
Addetta: perché non ti va bene il telefono?
Ila: non ha le caratteristiche che mi servono.
Addetta (espressione sbuffo/contrariato): questo è il miglior telefono che c’è.
Ila (guardando N95 da 344 € e serie E): ..non ne dubito; però a me serve un altro tipo di telefono. Dovrebbe avere il Symbian 60, e una fotocamera diversa; io ho un N70 ed è miglior-
Addetta: ma anche N70 ha fotocamera da 2 mega pixel.
Ila: sì, ma cambia l’obiettivo, poi qui non c’è fotocamera anteriore.
Addetta si allontana per far spazio ad Addetto nerd paciocco molto più disponibile.
Addetto mi fa vedere il suo N95, mi porge N73.

Addetta di fronte al computer mi dice che: ma questo ha una fotocamera anteriore!
Ila: è vga, solo per videochiamate, ho già controllat-
Addetta: ah.
Io e Addetto troviamo Nokia 6220 Classic, che ha lo stesso costo di Mefistofele e almeno 50 punti a favore in più.
Mamma: però a noi sembrava un buon telefono, mi pare strano che abbia così tante opzioni in meno..
Addetta: infatti signora questo è il miglior telefono che c’è.
Ila: guardi, per niente. Ha il symbian 40. E memoria da soli 18 megabyte.. A me serve uno smartphone ._.
Addetta non capisce alcune parole nella mia frase e si allontana per pulire Nokia 6600 Mefistofele.
Addetto va a prendere il pacco di 6220.

Termini tecnici a parte, è bene che esistano prodotti meno accessoriati con poche funzioni. D’altra parte però mi domando del perché per uno stesso prezzo posso avere fotocamera Zeiss da 5 megapixel con autofocus, card da 1Gb, memoria interna tripla rispetto all’altra, e altro ancora. La morale della storia è che i prodotti tecnologici non sono oggetti ma controparti da scegliere in base alle esigenze, come gli armadi all’Ikea o le materie a facoltative all’università.
Non m’importa se vi basta che un telefono telefoni. Perché se less is more (in termini di dimensioni) e io posso avere mp3, fotocamera, videocamera e telefono in uno, è ok. E non mi importa se tutti i commessi del mondo sono svogliati e non sanno mai un cazzo.
Io lo faccio per il LOAL.