martedì, febbraio 03, 2009

If These Pencils Could Talk

glass

E’ con la stessa espressione che ho rivolto un pomeriggio ad un bambino a piazza Dante –a metà tra il serio e il ghigno, una Harvey Dent dei poveri: lui aveva premuto il grilletto della sua bomboletta di schiuma carnevalesca e vedendo la mia accompagnatrice, colpita, che urlava e minacciava, aveva cominciato a parlottare in napoletano qualcosa sullo spruzzarsi in testa come per espiare il gesto, e mentre arrivavano altri piccoli pacieri io gli dicevo in tono tranquillo di darmi la bomboletta, con quella espressione, appunto – che penso alle mie cose durante la giornata, alle persone che conosco, a quelle che incontro, a quelle che stimo e a quelle di cui non mi importa praticamente nulla perché anche nei/lle bravi/e ragazzi/e c’è quel sentimento di insofferenza misto a un “ma come si fa!..
Sono adulta, sono indipendente, sono indifferente. Però mi guardo intorno. Quando sono in difficoltà so di farcela da sola e punto il dito contro, perché una difficoltà ha come contorno di disagio altre cose. E allora sembra un film, un monologo alla Edward Norton (sempre dei poveri) di fronte allo specchio del cesso ne La Venticinquestima Ora. Ma anche di un Massimo Troisi ne Ricomincio da Tre (sempre specchio del cesso).
Indifferente alle cosche di amici, che paiono la mafia, se non sei nel giro ti snobbano poco a poco e poi sei tu a voler snobbare loro: non ci trovo niente di sensazionale nelle persone che non cambiano. Però l’happy hour in circolo con i pettegolezzi basati su di te non glielo toglie nessuno. Indifferente a chi vuole sbandierare indirettamente la Lucignolo Bellavita che fa, ma senza dare troppo nell’occhio. Indifferente a chi crede ciecamente in ciò che gli viene detto, e anche lealmente e qualche altro suffisso in -mente, mentre pettina la ragione solo in un verso, dall’altro verso no perché pare più bello così, poi però le confidenze non se le sa tenere. Non capisco le persone apprensive o quelle troppo ingenue che non sanno come va, come funziona, e non gliene importa, perché secondo loro, la personalità è un processo irreversibile. Personalità di porcellana, ad ogni gesto tuo o degli altri credi che si romperanno, e poi come si fa? Detesto quelli sempre al primo banco, che ripetono la cosa che ha appena detto il professore, ma articolata a mo’ di domanda, ed anticipata da un “ma quindi..”. E annuiscono. Detesto chi dice cose scontate credendo di aver risolto il mistero del triangolo delle Bermuda: lo so che Babbo Natale è rosso per via della Coca Cola! E quando c’è un minuto di pausa usano i programmi delle altre lezioni come argomento ansiogeno di conversazione.
Per non parlare di chi a 19 anni fa ancora discorsi contro i gay o di chi è possibile mangiarsi un’emozione con una canna e un bongo ma non con un videogioco. Odio le metropolitane che non funzionano e gli autobus che non passano contemporaneamente in un quartiere sconosciuto. Non reggo lo sguardo della gente che si trascina verso il letto di una clinica e che non posso aiutare. Non so come mandare a fanculo chi apprezza i miei disegni e dice che non sa fare niente nella vita, quando non è vero. Sembra voglia sentirselo dire. Non so cosa dire a chi si aspetta troppo da me, che sono pigra, che ho imparato la lezione e ho bisogno di tempo per abituarmi alle cose, e che bisogna guardarsi le spalle e anche le clavicole, non mettere nulla che non sia un cestino di pastafrolla al primo posto, niente è per sempre, e piuttosto che fare le stesse cose per giorni preferisco essere irreperibile nella mia libertà insindacabile.

E poi sono indifferente ai miei scoppi silenziosi di insofferenza, ma solo qualche ora dopo.

4 commenti:

un po' su di morale di nuovo... ha detto...

ci voleva un senza commenti...

ma tuo padre?
ma chi è che ha offeso i gay?
ma chi è il promotore cannabis vs videogames?

ma quindi?



p.s.: troppo belo il calice... ed io... sono stato tra i primi ad ammirarlo... sigh ç_ç

moi-même ha detto...

-meglio
-mio fratello
-gente sconosciuta nei pressi di Giusso, o elsewhere nel mondo

ma quindi siamo empatici sulla storia del morale; anyway voglio sposare Philip Seymour Hoffman e Luca Russo. Il secondo è il mentore del calice e protagonista dei miei sogni simbolici in viaggio su autobus

Adriano ha detto...

ila ti sto cercando sul mondo di msn.
devo farti diverse domande.

Poppetta ha detto...

Bene Brava Bis!
(Parecchi riferimenti li ho capiti, sono troppo astuta!)

Berta che tifa per la tua insofferenza